India - Il caffè monsonato

LA NASCITA DEL CAFFE' IN INDIA

L’origine del caffè in India è basato più su una leggenda che su fatti storici, ma che comunque è diventata nel tempo un punto di riferimento, tanto da essere considerata come verità. La leggenda indiana, detta dei sette semi, racconta che molti secoli fa un pellegrino indiano di nome Bada Budan, durante un viaggio in Arabia nel 1670, nascose sette semi di caffè sotto i vestiti e li portò in India, in particolare sulle montagne di Chickmaglur. Da questi semi nacquero le prime sette piantine di caffè asiatiche. Addirittura c’è chi afferma che tutte le piantagioni di caffè create successivamente in Indonesia dagli Olandesi non erano altro che piante derivate dalle sette piante di Bada Budan. Ancora oggi, nella regione del Karnataka esiste una collina che porta il nome di Bada Budan, in ricordo della sua opera.

IL CAFFE' MONSONATO INDIANO

Esistono metodi molto diversi per classificare il caffè, a volte differenti da paese a paese (in Honduras per esempio viene classificato in base all’altitudine). In India i chicchi vengono classificati in base al loro metodo di lavorazione:

  • Plantation Coffees: i chicchi lavorati con metodo lavato (o umido);
  • Cherry Coffees: i chicchi lavorati seguendo il metodo naturale;
  • Parchment Coffees: la qualità robusta (una delle migliori al mondo) lavorata con metodo lavato.

Oltre a questi, esiste un metodo davvero particolare e unico: il Moonsooned Malabar, o caffè “Monsonato”. Un metodo scoperto quasi per caso.

Un tempo, il caffè indiano veniva trasportato nel Nord Europa per via navale, con viaggi che duravano mesi. Una volta arrivati, i chicchi presentavano una strana patina gialla, creata dall’umidità e dalla salsedine. Una volta tostati e macinati però, sprigionavano un sapore forte e speziato che conquistò subito i palati degli europei.

Oggi, con i viaggi in nave molto più veloci, si usa la forza dei monsoni per creare lo stesso effetto: i chicchi vengono posti in grandi capannoni senza muri e lasciati esposti al calore e all’umidità dei venti monsonici.


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